<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' version='2.0'><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-9677087</atom:id><lastBuildDate>Sun, 10 Dec 2006 23:15:41 +0000</lastBuildDate><title>zibaldone </title><description></description><link>http://www.polano.eu/zib/index.htm</link><managingEditor>::</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>78</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-577000035541332582</guid><pubDate>Mon, 27 Nov 2006 02:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-12-11T00:15:41.790+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>nuovo blog unico</category><title>blog gone, blog-one, bloggone</title><atom:summary type='text'>Ho traslocato definitivamente!
Mi trovate qui: Poisongalore, da oggi un unico, rinnovato blog di grafica (e dintorni), motorizzato da WordPress, in cui confluiscono i precedenti inrete, zibaldone e circolodellagrafica, che asap trasferirò nella nuova sede, assieme ai materiali della didattica.  Saluti dal Vs. affezionatissimo
 </atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2006/11/blog-gone-blog-one-bloggone.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-116292622190072905</guid><pubDate>Mon, 13 Mar 2006 19:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-18T00:25:20.074+01:00</atom:updated><title>[2006#1] dall’aurale al digitale</title><atom:summary type='text'>1Dall’aurale al digitale
Flessibilità e flessi del comunicare

Nell’ambito complesso e plurale della comunicazione umana, a fianco dei sistemi non verbali (tutt’altro che trascurabili ma di cui non ci occuperemo), per prima si è strutturata l’oralità, in forma di espressioni aurali ossia legate al circuito bocca-orecchio. “In principio era il verbo”, non a caso si legge nelle Scritture: alla </atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2006/03/20060-dallaurale-al-digitale.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-116292540147534373</guid><pubDate>Thu, 19 Oct 2006 17:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-17T23:25:26.928+01:00</atom:updated><title>[2006#0] pax</title><atom:summary type='text'>Pax

“Una bandiera – si legge nell’enciclopedia – è un drappo di stoffa o di altro materiale di uno o più colori, disposti a bande orizzontali o secondo un particolare disegno che rappresenta uno Stato, una comunità regionale, linguistica o etnica, un partito, un sindacato un’associazione sportiva o altro” [nota 1].
Vuol rappresentare altro, in effetti, la bandiera di cui si discute qui </atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2006/11/20060-pax.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-116292807777077433</guid><pubDate>Mon, 30 Oct 2006 19:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-16T19:32:09.355+01:00</atom:updated><title>[2006#0] albe steiner in messico</title><atom:summary type='text'>Oggi è già domani
Albe Steiner in Messico

“È Hannes Mayer che ha diretto e realizzato la Memoria del Comitato Amministratore del Programma Federale per la Costruzione di Scuole (Capfcs) 1944-1946, pubblicazione di oltre 400 pagine con più di 1000 illustrazioni su quanto in tre anni si era fatto in Messico per la costruzione di edifici scolastici; gli artisti del Taller de Grafica Popular hanno </atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2006/10/20060-albe-steiner-in-messico.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-116292691723710668</guid><pubDate>Sat, 14 Oct 2006 18:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-16T19:32:08.322+01:00</atom:updated><title>[2006#0] alan fletcher</title><atom:summary type='text'>Lo sguardo laterale
(Alan Gerard Fletcher 27.9.1931 – 21.9.2006)

“Design is not a thing you do. It’s a way of life”: in questa lapidaria frase di Alan Fletcher, uno tra i massimi graphic designer degli ultimi cinquant’anni,  sta forse la chiave più genuina per comprenderne la straordinaria passione e la profonda identificazione nei confronti del “disegno”, nel duplice intimo significato della </atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2006/10/20060-alan-fletcher.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-116292665329859686</guid><pubDate>Thu, 27 Apr 2006 18:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-16T19:32:07.997+01:00</atom:updated><title>[2006#0] tipografia visibile</title><atom:summary type='text'>Tipografia visibile

Tra i compiti di una rivista specializzata come “Progetto grafico” – in un paese, come il nostro, ancora non troppo ricco di letteratura (nonché di traduzioni di classici) in ambito visuale specifico –, non ultimo impegno è quello di far conoscere i fondamenti della disciplina che la intitola e le diverse tradizioni che la innervano. A questo fine, è auspicabile la </atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2006/04/20060-tipografia-visibile.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-116292582239899639</guid><pubDate>Mon, 28 Aug 2006 17:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-16T19:30:05.662+01:00</atom:updated><title>[2006#0] QVERINI</title><atom:summary type='text'>QVERINI STAMPALIA 

Allo sguardo di chi, per accedere al palazzo Querini Stampalia, si accinga ad attraversare il ponte-passerella o si trovi a sostare, per ammirarne il disegno, nel campiello Querini da cui si libra con lieve eleganza, difficilmente sfuggirà quel luminoso riquadro che campeggia in alto, sospeso – come suggerisce l’ombra – sulla facciata, tra la finestra sovrastante la bucatura d</atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2006/08/20060-qverini.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-112014487471527402</guid><pubDate>Thu, 30 Jun 2005 15:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-16T19:30:04.836+01:00</atom:updated><title>[2005#04] herbert bayer</title><atom:summary type='text'>The Way Beyond Art
Herbert Bayer e la progettazione grafica

Nel numero di giugno 1938 di “Gebrauchsgraphik” –principale rivista di grafica tedesca tra le due guerre, di tratto internazionale, modernista, sofisticato–, quasi un quarto del fascicolo viene riservato al lavoro svolto da Herbert Bayer, freelance dal 1928 a Berlino, quale art director della filiale locale della Dorland, agenzia di </atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2005/06/200504-herbert-bayer.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-111339732512089589</guid><pubDate>Wed, 13 Apr 2005 12:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-16T19:30:04.613+01:00</atom:updated><title>[2005#03] senza parole</title><atom:summary type='text'>*
Le avete presenti, le vignette mute de “la Settimana” e sue innumerevoli imitazioni, con l’ineffabile sempr’identica dicitura “senza parole”?
Si suppone, infatti, che quelle immagini parlino da sé, senza commenti, e facciano sorridere, magari ridere: sempre meglio ridere che piangere; ancor meglio né piangere né indignarsi ma cercare di capire, ha scritto un filosofo.
Vorrei farla breve, </atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2005/04/200503-senza-parole.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-111079812656054805</guid><pubDate>Mon, 14 Mar 2005 10:59:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-16T19:30:04.408+01:00</atom:updated><title>[2005#02] kiccoro e morizo</title><atom:summary type='text'>

Le manifestazioni etichettate “grandi eventi internazionali” offrono occasioni rilevanti e professionalmente ghiotte non solo per la progettazione architettonica. Ascritta al campo specifico delle identità coordinate (le corporate images del lessico anglosassone), la progettazione della comunicazione visiva di questi eventi è uno dei settori di maggior impegno e rilievo della “grafica”. Ma – è </atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2005/03/200502-kiccoro-e-morizo.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-110553191205788823</guid><pubDate>Wed, 12 Jan 2005 12:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-16T19:30:04.218+01:00</atom:updated><title>[2005#01] an essay on typography</title><atom:summary type='text'>
“Man is matter and spirit” sentenzia Eric Arthur Rowton Gill (1882-1940) nella prefazione dell’Autobiography, scritta e pubblicata nell’ultimo anno della sua vita: sintesi efficace e ideale epitaffio di una esistenza fuori del comune. “But I don’t want to give the impression that I think I know what these words mean” avvisa subito dopo l’autore, con lo stesso spirito di understatement per cui </atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2005/01/200501-essay-on-typography.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-110355541580354856</guid><pubDate>Sun, 01 Jan 2006 12:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-16T19:30:04.068+01:00</atom:updated><title>ABC [sommario e suggerimenti x l’uso]</title><atom:summary type='text'>
A . [Dis]claimer

Nel mio zibaldone raccolgo testi e interventi vari su grafica &amp; argomenti affini, scritti dal 1993, di cui ho conservato copia digitale – man mano che ne scrivo di nuovi, li aggiungo.

Ormai sono oltre 60: un’antologia a stampa, illustratissima, è raccolta nel volume abecedario la grafica del novecento, Milano 2002, apparato iconografico a cura di Pierpaolo Vetta, di cui esiste</atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2006/01/abc-sommario-e-suggerimenti-x-luso.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-110355307336713647</guid><pubDate>Fri, 16 Jan 2004 14:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-16T19:30:03.878+01:00</atom:updated><title>[1993#01] aldo novarese</title><atom:summary type='text'>Ars longa
Pressocché sconosciuta in patria, in generale ignota se non a pochi intendenti, l’opera di Aldo Novarese costituisce uno straordinario contributo di ingegno progettuale italiano a quel mondo di severo rigore estetico che è il disegno delle lettere, il tracciamento delle forme dell’alfabeto, l’invenzione dei caratteri da stampa. Arte a pochi riservata, che oggi vede una impetuosa, </atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2004/01/199301-aldo-novarese.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-110355288443811656</guid><pubDate>Sat, 17 Jan 2004 14:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-16T19:30:03.727+01:00</atom:updated><title>[1993#02] calligrafia</title><atom:summary type='text'>Detesto la calli–grafia: non vogliatemene troppo, che avete anche la gentilezza di ospitarmi, nonostante le mie opinioni.
Forse è solo un equivoco. È come gran parte dell’arte contemporanea: non la capisco, e non mi interessa, perché non mi dice nulla e non mi muove alcun senso; anzi, la trovo per lo più irritante, perché mi pare che non abbia nulla da dire eppure parli.

Detesto la </atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2004/01/199302-calligrafia.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-110355279144358239</guid><pubDate>Sun, 18 Jan 2004 14:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-16T19:30:03.486+01:00</atom:updated><title>[1993#03] red green white</title><atom:summary type='text'>Red Green White
On Some Provincial Italian Graphic Designers

From The Cartellone To The Manifesto
Contemporary Italian “paper-on-the-wall” graphic design has its roots in a long tradition and good reputation of cartellonisti, the Italian word for French affichistes. Fruit of the XIX century lithographic revolution in the printing trade, the affiche explosion spread from France all over </atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2004/01/199303-red-green-white.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-110355265243706915</guid><pubDate>Mon, 19 Jan 2004 14:21:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-16T19:30:03.258+01:00</atom:updated><title>[1993#04] max huber</title><atom:summary type='text'>Dimmi con chi vai, e ti dirò chi sei!”—adagio popolare

Sulle orme del giovane Max
Max Huber nasce nel 1919 a Baar (Zug), cittadina poco a sud della capitale della Confederazione Elvetica, uno dei paesi eletti della progettazione grafica nella seconda metà del Novecento. Svizzero di lingua tedesca, dunque, Max frequenta le scuole elementari e medie a Baar; e fin da giovanissimo manifesta una </atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2004/01/199304-max-huber.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-110355245837893534</guid><pubDate>Tue, 20 Jan 2004 14:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-16T19:30:02.958+01:00</atom:updated><title>[1993#05] la collezione salce</title><atom:summary type='text'>Mr Salce, the “Accountant”, and The Greatest Italian Collection of Posters
It is always a very big surprise, when someone realizes that in Treviso there is an extraordinary archive of near 25.000 Italian affiches. The “Bailo” Municipal Museum of this nice, provincial town of Veneto, some forty km North of Venice, actually holds the Salce Collection, the largest of Italian posters. From the half </atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2004/01/199305-la-collezione-salce.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-110355236801205549</guid><pubDate>Fri, 20 Feb 2004 14:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-16T19:30:02.765+01:00</atom:updated><title>[1994#01] parlanti figure</title><atom:summary type='text'>La mirata selezione iconografica di questa pubblicazione consente di circoscrivere una sorta di variegata ma riconoscibile tendenza, un recente quanto consistente indirizzo di gusto e, ancor più, di ricerca nel campo dell’illustrazione, definito con sensibile proprietà critica New Pop, che negli Stati Uniti ha avuto il suo composito luogo di origine. Si può così constatare come questa speciale </atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2004/02/199401-parlanti-figure.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-110355220509006562</guid><pubDate>Wed, 17 Mar 2004 14:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-16T19:30:02.620+01:00</atom:updated><title>[1995#01] fortuny graphic workshop</title><atom:summary type='text'>During the Fortuny Graphic Workshop in Venice, January 16–21th, there has been a special, open day, when Tibor Kalman, Hamish Muir, and David Carson spoke about their work: a rather unique chance to directly realize their different approaches to creative design, hereafter the strenght of the images they showed to the audience.
The Hungarian–born Kalman, former M&amp;Co design company founder in New </atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2004/03/199501-fortuny-graphic-workshop.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-110355198775759391</guid><pubDate>Thu, 18 Mar 2004 14:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-16T19:30:02.418+01:00</atom:updated><title>[1995#02] franco grignani</title><atom:summary type='text'>Selected Works By Franco Grignani
When we discuss about the graphic design matter, actually we always face artifacts, literally things made by an art: expression and goal of a craftmanship, oriented by a more or less specific goal (which distinguishes these artifacts from the “tools” of animals other than the man). The artifacts have a double, positively ambiguous nature, a kind of Janus face. </atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2004/03/199502-franco-grignani.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-110355175951272290</guid><pubDate>Fri, 19 Mar 2004 14:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-16T19:30:02.191+01:00</atom:updated><title>[1995#03] italo lupi</title><atom:summary type='text'>A Global Approach: The Italian Way To Design
Yes, it is: there is, in my opinion, an Italian, own peculiar way to design, almost in the second half of XXth Century, when the Gutenberg era—more than five centuries of cultural production/transmission through paper and ink, which begon as a (r)evolution of handwriting, that anyway hasn’t disappeared—seems near to be replaced, or better, to be sided</atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2004/03/199503-italo-lupi.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-110355164051767732</guid><pubDate>Sat, 20 Mar 2004 14:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-16T19:30:02.042+01:00</atom:updated><title>[1995#04] are letters things?</title><atom:summary type='text'>“Letters are things, not pictures of things”, wrote Eric R Gill in his Essay on Typography. Is that sentence still true?
The history shows us that the actual, real manifestations of the presence of the human beings on the earth, in short what remains through the long ages of our collective life as an evoluting kind of social animal with a peculiar structure of body, brain and behaviour, </atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2004/03/199504-are-letters-things.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-110355149596237631</guid><pubDate>Sat, 17 Apr 2004 13:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-16T19:30:01.844+01:00</atom:updated><title>[1996#01] berlino</title><atom:summary type='text'> l progetto d’immagine della città di Erik Spiekermann (MetaDesign)

«Ogni viennese è un monumento, ogni berlinese un mezzo di trasporto»
Karl Kraus, Detti e contraddetti 

«Per essere efficace, ogni organizzazione ha bisogno di un chiaro senso delle proprie finalità, che siano capite da chi ne fa parte; e ha bisogno anche di un forte senso di appartenenza. -afferma Wally Olins nell’</atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2004/04/199601-berlino.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-110355129933568016</guid><pubDate>Sun, 18 Apr 2004 12:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-16T19:30:01.631+01:00</atom:updated><title>[1996#02] zuppa digitale</title><atom:summary type='text'>Zuppa digitale è il brodo primordiale della cultura contemporanea, la ribollita di una trasformazione radicale dei modi di conservazione, trasmissione e produzione dei saperi, dentro il grande calderone della comunicazione umana. Se siamo qui, è perché vorremmo saperne di più, ambiremmo a capire meglio cosa bolle in quella pentola, da parte di chi sta cucinando abilmente questa zuppa, preparando </atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2004/04/199602-zuppa-digitale.html</link><author>::</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-9677087.post-110355106523513574</guid><pubDate>Mon, 19 Apr 2004 12:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-16T19:28:32.065+01:00</atom:updated><title>[1996#03] sughi e sapori</title><atom:summary type='text'>Le pagine di questo volume raccolgono una originale, umorale e trasversale antologia di lavori di un selezionato stormo di grafici italiani, tarata campionatura di tutte le generazioni attive sul campo, dai maestri venerati ai protagonisti, dai deuteragonisti agli antagonisti novissimi, perfino fors'ancora acerbi, in una discriminante collegialità, tutt'altro che ecumenica, come compete a una </atom:summary><link>http://www.polano.eu/zib/2004/04/199603-sughi-e-sapori.html</link><author>::</author></item></channel></rss>