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	<title>poisongalore &#187; cit.</title>
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	<description>sergio polano online</description>
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		<title>af</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 12:49:11 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[artefatti grafici]]></category>
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		<description><![CDATA[“La nostra tesi – precisava in Alan Fletcher in Graphic Design: Visual Comparisons del 1963 – è che ciascun problema grafico abbia un numero infinito di soluzioni; che molte siano valide; che le soluzioni debbano derivare dalla natura del tema; che il progettista non debba avere uno stile grafico preconfezionato”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“La nostra tesi – precisava in Alan Fletcher in <em>Graphic Design: Visual Comparisons</em> del 1963 – è che ciascun problema grafico abbia un numero infinito di soluzioni; che molte siano valide; che le soluzioni debbano derivare dalla natura del tema; che il progettista non debba avere uno stile grafico preconfezionato”.</p>
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		<title>mlk</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 17:49:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Prima o poi arriva l’ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura, né conveniente, né popolare: ma bisogna prenderla, perchè è giusta” &#8211; Martin Luther King]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Prima o poi arriva l’ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura, né conveniente, né popolare: ma bisogna prenderla, perchè è giusta” &#8211; Martin Luther King</p>
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		<title>utensile</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 21:59:48 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[cit.]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[“La comparsa dell’utensile – ha scritto André Leroi-Gourhan in Le geste et la parole del 1964 – tra i caratteri specifici segna appunto la particolare frontiera dell’umanità, con una lunga transizione nel corso della quale a poco a poco la sociologia prende il posto della zoologia. […] A conclusione […] siamo arrivati alla nozione dell’utensile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“La comparsa dell’utensile – ha scritto André Leroi-Gourhan in <em>Le geste et la parole </em>del 1964 – tra i caratteri specifici segna appunto la particolare frontiera dell’umanità, con una lunga transizione nel corso della quale a poco a poco la sociologia prende il posto della zoologia. […]</p>
<p><span id="more-1427"></span><br />
A conclusione […] siamo arrivati alla nozione dell’utensile come vera e propria secrezione del corpo e del cervello degli antropiani. È logico, quindi, applicare a questo organo artificiale le norme degli organi naturali: deve rispondere a forme costanti, a un vero e proprio stereotipo. È questa infatti la regola per tutti i prodotti dell’industria umana nei tempi storici: esiste uno stereotipo del coltello, dell’ascia, del carro, dell’aereo, che non è solo il prodotto di un’intelligenza coerente ma il prodotto di quella intelligenza integrata nella materia e nella funzione. […] I ciottoli scheggiati della pebble culture [l’industria litica dei ciottoli, per la produzione di choppers, risalente ad almeno 2 milioni di anni fa] corrispondono appunto a uno stereotipo di cui testimoniano milioni di oggetti. […] L’evoluzione dell’industria litica segue un ritmo così lento che [in seguito, per alcune centinaia di migliaia di anni] si conserva lo stesso stereotipo, solo arricchito di alcune forme e migliorato dal punto di vista dell’esecuzione. […] Per quasi tutta la sua durata cronologica (in seguito rimarranno da percorrere solo pochi istanti geologici) il tecnicismo dell’uomo deriverebbe quindi in modo più diretto dalla zoologia che da qualsiasi altra scienza”.</p>
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		<title>architettura †</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 19:45:01 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[cit.]]></category>
		<category><![CDATA[sp: verba]]></category>

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		<description><![CDATA[Per quale ragione, vien subito da chiedersi, si è imposta alle avanguardie artistiche (e non solo) una simile insistente domanda di relazione ambientale, di contratto architettonico, senza requie e senza soluzione, per tutto l’arco di un secolo (e oltre)? Priva forse di risposte ultime, la legittima domanda si deve confrontare con le più disparate, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per quale ragione, vien subito da chiedersi, si è imposta alle avanguardie artistiche (e non solo) una simile insistente domanda di relazione ambientale, di contratto architettonico, senza requie e senza soluzione, per tutto l’arco di un secolo (e oltre)? <span id="more-1373"></span>Priva forse di risposte ultime, la legittima domanda si deve confrontare con le più disparate, non coincidenti né conclusive ipotesi elaborate dalla critica; fra tutte, forse l’apparentemente paradossale formulazione suggerita a suo tempo da Paul Valéry è una di quelle che più meriterebbero d’essere riconsiderate senza pregiudizi, per le perduranti implicazioni che veicola, anche in ambiti contigui: “Pittura e scultura, mi dice il demone della spiegazione, sono bambini abbandonati. La loro madre è morta, la loro madre architettura. Finché era viva, donava loro spazio, lavoro, regole. La libertà di errare non era concessa. Avevano il loro posto, la loro luce ben definita, i loro soggetti, i loro accordi… Finché visse, sapevano quello che volevano”, anche perché “le arti non si adattano alla fretta […] L’assurda superstizione del nuovo – che ha spiacevolmente sostituito l’antica eccellente fiducia nel giudizio della posterità – assegna agli sforzi il fine più illusorio e li spinge a creare ciò che vi è di più perituro, ciò che per sua stessa natura è perituro: la sensazione del nuovo”.</p>
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		<title>citando</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Mar 2007 00:48:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sp</dc:creator>
				<category><![CDATA[cit.]]></category>
		<category><![CDATA[taccuino]]></category>

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		<description><![CDATA[Paul Klee: “Nur der Schein trügt nicht”. [Cartolina autografata Poisongalore in premio per la migliore traduzione, da proporre nei commenti].]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="blog stadtwanderer" href="http://www.stadtwanderer.net/blog/"><img src="http://www.stadtwanderer.net/blog/media/paul_klee.jpg" alt="" width="242" height="320" /></a></p>
<p>Paul Klee: “Nur der Schein trügt nicht”.<br />
[Cartolina autografata Poisongalore in premio per la migliore traduzione, da proporre nei commenti].</p>
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