castelmonte

dal sito del santuario di Castelmonte:

“A ridosso delle Alpi Giulie in terra Friulana, a circa 7 km da Cividale del Friuli e nelle vicinanze del confine con la Slovenia, nel comune di Prepotto, sorge l’antico borgo di Castelmonte.
Di origine romana, l’intero complesso, ben strutturato e circondato da alte mura, mantiene inalterato il suo stile di roccaforte.
In esso vi si trova il Santuario dedicato alla beata Vergine di Castelmonte o, come lo chiamano i friulani, “Madone di Mont” e gli sloveni “Stara gora” (antico monte). […]
Il Santuario di Castelmonte è antichissimo: il più antico del Veneto ed uno dei più antichi di tutta la cristianità. Bisogna risalire a circa mille cinquecento anni fa per trovarne le origini, che si affondano nel crepuscolo del Cristianesimo primitivo.
Una tenace tradizione lo faceva risalire al secolo V, cioè al periodo immediatamente successivo al Concilio di Efeso del 431, nel quale venne solennemente definita la Divina Maternità di Maria. Sino a ieri si poteva pensare che una tale tradizione non avesse fondamento, e derivasse da un pio vanto dei Cividalesi, e non da una probabile realtà. Ma nel 1962, mentre si scavava per costruire la chiesa inferiore di sotto al Santuario, vennero scoperti due pavimenti in cocciopesto, risalenti almeno al secolo VI: indubbia prova che sino d’allora sulla vetta di Castelmonte c’era « qualcosa ».
Che cosa? Che cosa, a questa altezza e ad oltre sette chilometri da Cividale? Certamente la sede di una guarnigione romana, un posto di avvistamento e di difesa, nel periodo delle invasioni, incominciato in queste regioni nel secolo V, con quella gotica di Alarico del 402 e con quella unna di Attila del 452, proseguito poi nel 568 con quella longobarda di Alboino e, poco dopo, con le incursioni e le infiltrazioni slave, che dal secolo VII al secolo IX vennero a spegnersi proprio a ridosso di Castelmonte. Ed a mezza strada fra Cividale ed il Santuario, si eleva il cocuzzolo del Monte Guardia, il cui nome richiama subito anch’esso alla mente un posto di sentinella sulle vallate del Natisone.
Fu, dunque, in quegli anni di terrore che a Castelmonte sorse un avamposto a difesa della città di Cividale e del Friuli; ed i soldati di guardia univano naturalmente alla vigilia in armi l’implorazione alla Vergine, mentre le orde barbare scorrazzavano per le valli e nella pianura. Fu da allora che Cividale ed il Friuli cominciarono a vedere in Castelmonte una rocca sicura e vittoriosa, circonfusa da segni manifesti della protezione della Vergine. Fu da allora che la Madonna di Castelmonte si rivelò, di faccia alle cime delle Alpi Giulie, quale scudo e conforto alle soglie orientali della Patria del Friuli e dell’Italia. Sin dai tempi dei Longobardi e dei Franchi, cioè dal 568 al secolo IX, i devoti accorrevano a folle quassù, tanto che nelle immediate vicinanze del Santuario c’era un « Malbergium » – corrotto ora in Moldiaria -, ossia un luogo di solenni convegni popolari per l’amministrazione della giustizia.
Così si spiega molto bene perché mai la Madonna di Castelmonte sia stata poi chiamata « la Madonna Antica » ; e perché gli Slavi, arrivati sin qui a quell’epoca, abbiano chiamato Castelmonte « Staragora », cioè «Monte Antico», appunto perché lo trovarono già abitato da tempi remoti. […]
La «Confraternita Universale Madonna di Castelmonte » (= CUMC) è molto antica. Fu fondata attorno al 1480: subito dopo la ricostruzione del santuario – durata dieci anni (1469-1479) – distrutto da un incendio. La fondazione è dovuta allo zelo del sacerdote Michele Zelmkih, curato di Castelmonte. Il nome originale era «Fraterna di Santa Maria del Monte». Di essa ci resta un prezioso registrino manoscritto, rilegato in tavole, coperte di cuoio, con bordi metallici ai quattro angoli, conservato nell’archivio capitolare di Cividale. Vi si trova l’elenco dei primi iscritti, in prevalenza fedeli delle borgate circostanti il santuario; ma non mancano devoti di Cividale, Cormons, Gemona ed altri paesi del Friuli. La CUMC aveva una sua casa nel borgo, ove periodicamente si riunivano i responsabili dell’associazione. Un incendio la distrusse nel 1785, assieme alla vicina abitazione della «Fraterna del SS. Sacramento», sorta qualche decennio dopo quella di «Santa Maria del Monte». Al loro posto venne subito eretto l’edificio attuale ad uso «Casa del Pellegrino», su cui nel 1825 vennero infisse due lapidi con l’iscrizione «Casa di S. Maria». Nella storia del santuario di Castelmonte si ricorda anche una terza Confraternita, quella dell’«Immacolata Concezione», eretta l’8 dicembre 1859. Ufficialmente le tre Confraternite non furono mai soppresse; di fatto, però, rimane ancora viva solo la CUMC”.

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