dal sito Academia Barilla
Il menu – da non confondere con la lista dei piatti proposti nelle trattorie e nei ristoranti, che ha origini ben più remote – è figlio di una “rivoluzione”: intorno al 1810 il “Servizio alla Francese” con tutte le vivande già presenti in tavola, viene progressivamente sostituito dal “Servizio alla Russa” che fa giungere, in studiata successione, sulla tavola libera, le varie “portate”, servite in porzioni direttamente dai camerieri.
Una novità che non suscita l’entusiasmo dei cuochi, ma che, grazie all’adozione da parte della diplomazia internazionale, sarà destinata dopo la metà del secolo a soppiantare le antiche usanze. Per consentire al commensale del pranzo o della cena, di “regolarsi” dal principio, vede la luce il menu, semplice cartoncino con l’indicazione della successione delle portate, destinato col tempo ad arricchirsi degli abbinamenti dei vini e di illustrazioni di grandi artisti, divenendo, magari con la raccolta della firma di qualche personaggio famoso, un “souvenir” dell’importante occasione.
Academia Barilla, ambasciatore della cucina e della cultura gastronomica italiana nel mondo, ha voluto affiancare, alla ricchissima biblioteca e alla raccolta di antiche stampe a tema gastronomico, una notevole collezione di menu, costituita, nel corso di una vita, dall’Accademico della Cucina conte Livio Cerini di Castegnate e dalla moglie, Signora Wilma. Degli oltre 4.700 esemplari del XIX e XX secolo, ricordiamo gli oltre duemila pezzi dedicati alla cucina italiana, di cui presentiamo qui una accurata selezione.
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