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Netzines 1 / CB648 Musei di architettura / CB650
bits casabell@online

Netzines 1 L'avvento del digitale ha trasformato radicalmente, tra le altre, l'idea stessa della grafica editoriale, rimescolando a fondo le carte di un gioco ben consolidato. Mentre diviene sempre più difficile distinguere tra redattore e grafico (almeno in linea di tendenza), sono saltati alcuni passaggi nella sequenza classica delle operazioni, riducendole anche nei tempi e reclamando nuove competenze, in parte ancora da definire nella concreta realtà industrial­aziendale dell'editoria. Si è profondamente modificato, in altri termini, il mondo della prestampa, cioè i modi di preparazione alla produzione materiale delle riviste tradizionali, quelle il cui supporto è (e resta) la carta. Al contempo, però, il digitale ha consentito di immaginare altre forme di distribuzione, produzione e configurazione dell'&laqno;informazione». Da una parte, i cd, ancora sospesi tra forme incerte di &laqno;traduzione» (da atomi a bits, per dirla con Negroponte) e sperimentazioni appropriate del mezzo; dall'altra, la diffusione in rete, nell'Internet e specialmente nel www, per il suo ubiquo fascino visivo. Dagli infiniti gruppi di interesse specializzati delle &laqno;news», moderati o meno (torneremo sul tema, perché non mancano certo quelli di architettura) sono cresciute varie &laqno;ezines», electronic magazines, delle newsletters tematiche, alcune anche pregevoli ­questa, ad esempio, l'origine di &laqno;Architronic» (www.saed.kent.edu/Architronic/)­, altre estenuanti per l'intrinseca prolissità. In tempi più recenti, sempre nell'ambito di nostro interesse (dall'architettura al design, per intendersi), nel www si sono affacciate le riviste su carta e contemporaneamente sono comparse riviste tutte digitali, con caratteri originali, vere &laqno;netzines». Problemi di &laqno;traduzione» sembrano invece affliggere ancora le prime: spinte dalla legittima opportunità di non mancare una presenza forse necessaria nella parte più visibile della rete, stentano a trovare una forma che non sia promozionale, per quanto gradevole, e una identità che non ricalchi semplicemente il modello a stampa. Verificate questo campionario di siti, limitato per semplicità ai confini nazionali: &laqno;l'Arca» (www.tol.it/arca/); &laqno;Area» (www.area.progetto-ed.it); &laqno;Abitare» (www.abitare.it/); &laqno;Domus» (www.edidomus.it/). Per le seconde, ho lo spazio giusto per segnalarle tre: &laqno;Design_Architecture» (www.cornishproductions.com/), con varie interviste sonore; &laqno;totem» (www.totemweb.com/), dell'attivissima Victory elvetica; &laqno;WAM web architecture magazine» (web.arch-mag.com/), frescamente catalana. Il resto, a una prossima puntata. E noi? Noi, ci stiamo preparando. (CB 648)


Musei di architettura Torniamo, come promesso (&laqno;Casabella», 1997, giugno, 646), su musei e mostre di architettura, limitandoci per ora ai primi. Dotati di caratteristiche assai diverse, i musei di architettura sul pianeta superano ormai ampiamente il centinaio. Coordinati dall'International Confederation of Architectural Museums (un'affiliata dell'International Council of Museums, www.nma.gov.au/icom), con scarse presenze italiane, nonostante non ci manchino archivi importanti ­a cominciare dal Csac di Parma­, questi musei si sono costituiti soprattutto a partire dagli anni settanta, dilagando dall'Europa all'America del Nord fino all'Oriente. In comune hanno, alla fine, quasi solo l'orientamento contemporaneistico, che si spiega con la presenza diffusa sia di più antiche istituzioni dedite alla conservazione di documenti relativi all'architettura di altre epoche storiche, sia di altre istituzioni ancora (soprintendenze e simili) impegnate a tutelare specifici patrimoni artistici. Per cercarli nel www, si può partire dalle VLmp, le Virtual Library museums pages della Oxford University (www.comlab.ox.ac.uk/archive/other/museums.html), sito con una lista planetaria di musei in rete (e oltre 1 milione di contatti dal febbraio us). Oppure si può puntare subito, exempli gratia, a: NAi, Netherlands Architecture institute (www.nai.nl), la maggiore istituzione europea; The Alvar Aalto Museum (www.jkl.fi/aalto), non l'unico in Finlandia; The Canadian Architecture Collection (blackader.library.mcgill.ca/cac/index.html) o, sempre in Canada, The Canadian Centre for Architecture (cca.qc.ca), uno dei più importanti e organizzati musei di architettura al mondo; National Building Museum (www.nbm.org), il server del museo di Washington, una delle grandi istituzioni statunitensi del settore. Last but not least, una puntata al sito Archivio Progetti (oberon.iuav.unive.it) dell'Iuav, con guida agli archivi italiani (vedi l'Archivio Mollino, wwwbiblio.polito.it) e internazionali di architettura. Buona navigazione! (CB650)